A cura di Salvatore Fabiano

Palmento

Prende il nome dall’unico Palmento esistente, per lungo tempo, nel centro storico.

Ogni grande proprietario terriero ne costruiva uno nella sua contrada, ma per i piccoli la spesa sarebbe stata ardua da sostenere.

Si pensò così di costruirne uno pubblico in un posto strategico alla portata dei piccoli produttori dei poderi  attorno al paese.

La grande e suggestiva piazza si prestava perfettamente.

I contadini prendevano l’appuntamento e vi trasportavano il loro carico di uva su grandi cesti a dorso di asino o di mulo.  Le vie attorno sono intitolate a S.Giacomo Apostolo.

Per un brevissimo periodo (1956-60) il Comune costruì nella piazza un mercato coperto.

L’opera non conobbe lo sperato decollo per le difficoltà di raggiungere il posto con i nuovi mezzi meccanici.

Dopo la demolizione dell’opera in cemento armato, u Parmint’ si presta molto di più alle manifestazioni canore e teatrali per lo scenario suggestivo che offre.

Nei pressi è stato inaugurato, da qualche anno, un Museo d’arte in un antico palazzo ammodernato.

Nel quartiere trovano posto i Palazzi dei Principi De Paula, quello appartenuto ai Principi Sanseverino e quello dei Servidio.

Una ricchezza di architettura che si concretizza anche in portali in pietra e stemmi nobiliari bene in vista.


Torna in alto